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Facciamo davvero quanto ci dice l’Evidence Based Medicine? La “Translational Medicine”.

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Ottobre 13, 2022

Negli ultimi anni abbiamo assistito al fiorire di evidenze scientifiche in tutti i campi della medicina che definiscono in maniera sempre più precisa la così detta “Best Clinical Practice” ovvero come l’intervento medico dovrebbe essere al fine di garantire il miglior risultato possibile. Ma c’è una corrispondenza diretta tra i precetti desunto dall’EBM e tradotto nelle linee guida e quanto facciamo in realtà? La risposta è: spesso no.
La “Translational Medicine” è una branca della Medicina che si occupa di studiare come le evidenze scientifiche vengano tradotte nella pratica clinica, quali siano i determinanti responsabili del gap tra evidenza e pratica e quali, invece, le potenziali risposte. Un recente articolo pubblicato sugli Annals of Emergency Medicine mette in luce come il complesso trasferimento dei precetti derivati dalla ricerca medica in benefici pratici dipenda da molti fattori, ciascuno coi suoi potenziali bias (Fig.1).

In primo luogo è fondamentale la produzione di evidenze sintetiche facilmente fruibili dal clinico nel quotidiano (linee guida o sinossi delle stesse) quindi l’uso di risorse, come app o programmi dedicati di supporto alle decisioni del medico in accordo con un approccio evidence based. A seguire sono necessari strumenti che monitorino l’azione del clinico.
Come detto ciascuno di questi steps è gravato da potenziali barriere quali ad esempio la soverchiante mole di nuove evidenze scientifiche, la scarsa fiducia in queste o ancora fattori esterni quali timori di natura medico legale, aspettative del paziente ecc. (Fig. 2)

Pur non essendo lo studio prettamente inerente all’Infettivologia Pediatrica, è evidente come lavori di questo tipo possano risultare estremamente utili nei nostri piccoli pazienti dove è stata osservata una crescente necessità di razionalizzazione delle pratiche prescrittive per ridurre l’antibiotico-resistenza o il numero di esami radiologici inadeguati. Per questo motivo una conoscenza più approfondita dei determinanti del gap tra evidenza e pratica clinica ci può consentire di elaborare risposte sempre più precise a questi problemi.

Lang ES, Wyer PC, Haynes RB. Knowledge translation: closing the evidence-to-practice gap. Ann Emerg Med. 2007 Mar;49(3):355-63. doi: 10.1016/j.annemergmed.2006.08.022.

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