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Infezione congenita da Citomegalovirus: efficacia di valaciclovir nella prevenzione della trasmissione materno-fetale

News dalla letteratura

Maggio 19, 2023

Il Citomegalovirus (CMV) è la causa più frequente di infezione virale congenita. Il rischio di sequele nel neonato è più elevato in caso di mamma sieronegativa al momento dell’infezione, soprattutto se l’infezione si verifica nel periodo periconcezionale o nel I trimestre di gravidanza. Ad oggi non esistono vaccini approvati per la prevenzione dell’infezione primaria in gravidanza; anche le Ig iperimmuni contro CMV valutate in diversi studi per la prevenzione secondaria hanno mostrato risultati contrastanti.

Da Dicembre 2020 l’AIFA ha inserito il Valaciclovir tra i medicinali erogabili dal Sistema Sanitario Nazionale per la prevenzione dell’infezione fetale e il trattamento della malattia fetale da CMV.
Uno trial clinico randomizzato (RCT) “placebo-controlled” condotto nel 2020 ha mostrato come valaciclovir sia efficace nel ridurre il rischio di infezione congenita nel nascituro con un odds ratio (OR) di 0.29 per la trasmissione verticale al feto (95% CI 0.09-0.9, p=0.027). Questi dati sono supportati da un altro studio caso-controllo che utilizza un protocollo di trattamento simile confrontato con placebo (OR 0.318, 95% CI 0.12-0.84, p=0.021). Tuttavia quest’ultimo RCT evidenziava come i risultati fossero migliori nei casi di infezione primaria contratta nel I trimestre rispetto alle infezioni contratte nel periodo periconcezionale. Dopo una nuova analisi dei dati, si è visto come questo potesse probabilmente essere attribuito ad un diverso tempo intercorso tra l’infezione materna e l’avvio della terapia (in media 60 giorni nelle donne con infezione periconcezionale versus 43 giorni nelle donne con infezione del I trimestre, p <0.001).

Il principale scopo dello studio pubblicato da Amir et al nel 2023 su CID era la valutazione dell'efficacia di valaciclovir con un nuovo protocollo di trattamento rispetto agli studi precedenti.
Lo studio prevedeva l'arruolamento retrospettivo di donne trattate tra il 2020 e il 2022 con diagnosi di infezione da CMV periconcezionale o nel I trimestre di gravidanza. Il trattamento è stato iniziato fino a 9 settimane dal presunto momento di infezione nella donna contagiata nel periodo periconcezionale o fino a 8 settimane dalla presunta data di infezione e prima delle 18 settimane di gestazione nelle donne contagiate nel I trimestre. Valaciclovir veniva somministrato per via orale, 8 gr/die diviso 2-4 dosi fino al giorno dell'amniocentesi. Sono state arruolate 178 donne, 59 nel periodo periconcezionale e 119 nel I trimestre. L'amniocentesi è risultata positiva in 14 delle 178 pazienti (7.9%) rispetto ad una coorte storica di pazienti trattati con placebo in cui erano risultate positive 14/47 donne (30%). Tutte le infezioni appartenevano a donne che si erano infettate nel I trimestre di gravidanza, nessuna infezione fetale invece è stata riscontrata in donne contagiate nel periodo periconcezionale. Gli effetti collaterali segnalati sono stati pochi (un caso di modico rialzo della creatinina che ha portato a sospensione del trattamento per 4 giorni e con successiva ripresa al miglioramento della funzione renale).

Questo studio aggiunge dati sull’efficacia di valaciclovir nella prevenzione della trasmissione materno fetale del CMV e pone l’attenzione sull’importanza di un avvio tempestivo del trattamento antivirale sia quando l’infezione viene contratta nel I trimestre che nel periodo periconcezionale.

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