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Febbraio 21, 2022

In questi mesi si sente parlare sempre di più di “Long-COVID”, definito dalla presenza di sintomi per più di tre mesi dopo la diagnosi di infezione da SARS-CoV-2. Ad oggi sembra che circa il 5% dei bambini che hanno contratto l’infezione, anche in modo asintomatico, possano presentare cefalea, affaticamento, difficoltà di concentrazione, disturbi del sonno. Possono comparire anche dolori articolari e muscolari, diarrea, mal di stomaco, palpitazioni, dolore toracico persistente.

In data 7 febbraio sono stati pubblicati su Lancet Child& Adolescent Health i risultati di uno studio di coorte volto a confrontare la sintomatologia di un gruppo di adolescenti (età compresa 11-17 anni), non ricoverati, con infezione da SARS-CoV2 confermata tramite PCR confrontati con un campione di adolescenti appaiati per età, sesso e regione geografica, risultati negativi al test per SARS-CoV2.

Tre mesi dopo il tampone, è stato somministrato un questionario volto ad indagare gli aspetti demografici e lo stato di salute fisica e mentale al momento dell’esecuzione del tampone per SARS-CoV-2 (retrospettivamente) e al momento della compilazione del questionario (prospetticamente). Sono stati confrontati i sintomi del gruppo con tampone positivo per SARS-CoV-2 e i sintomi del gruppo di pazienti con tampone negativo ed è stata utilizzata la procedura statistica “latent class analysis” per valutare se e come più sintomi fisici al tempo zero e a 3 mesi erano simili tra i partecipanti.

Sono stati reclutati 23.048 adolescenti risultati positivi al tampone e 27.798 adolescenti risultati negativi al test per SARS-CoV2 tra Gennaio 2021 e Marzo 2021; 6.804 adolescenti (3.065 risultati positivi e 3.739 risultati negativi al tampone per SARS-CoV2) hanno completato il questionario proposto (tasso di risposta 13.4%). Al momento del tampone, 1084 (35.4%) soggetti positivi e 309 (8.3%) soggetti negativi erano sintomatici ed in particolare 936 (30.5%) dei soggetti risultati positivi e 231 (6.2%) dei soggetti risultati negativi presentavano 3 o più sintomi. A 3 mesi dal tampone, tra i soggetti risultati positivi, i sintomi più comuni erano stanchezza (1.196 [39.0%]), cefalea (710 [23.2%]) e fiato corto (717 [23.4%]); tra i soggetti risultati negativi, stanchezza, (911 [24.4%]), cefalea (530 [14.2%]) e altri (non specificati; 590 [15.8%]). Il latent class analysis identificava due gruppi, caratterizzati da pochi o più sintomi.

La probabilità stimata di presentare sintomi multipli era 29.6% (95% CI 27.4–31.7) per il gruppo dei soggetti risultati positivi e 19.3% (17·7–21·0) per il gruppo dei soggetti risultati negativi (risk ratio 1.53; 95% CI 1.35–1.70). La presenza contemporanea di più sintomi era più frequente tra i soggetti con tampone positivo rispetto agli adolescenti con tampone negativo e nei soggetti con stato di salute fisico e mentale compromesso nella fase pre-tampone.
Gli adolescenti risultati positivi al tampone per SARS-Cov2 presentavano sintomi simili ai soggetti risultati negativi, ma mostravano una prevalenza maggiore di sintomi e soprattutto molteplici manifestazioni cliniche al momento del tampone diagnostico e 3 mesi dopo.

I medici dovrebbero tenere in considerazione le molteplici manifestazioni cliniche che compromettono lo stato di salute e riconoscere differenti clusters di sintomi. La molteplicità e la varietà dei sintomi indicano la necessità di un intervento multidisciplinare. I sintomi fisici e psicologici si presentano contemporaneamente e riflettono la loro stretta correlazione.

REFERENZA: Long COVID symptoms in SARS-CoV-2-positive adolescents and matched controls (LongCOVIDKidsDK): a national, cross-sectional study. Lancet Child Adolesc Health 2022 Published Online February 7, 2022.

 

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