Troppa vancomicina non fa bene!

Il trattamento della febbre in corso di neutropenia da chemioterapia rappresenta una delle principali “sfide” per i programmi di stewardship antimicrobica non solo nel paziente adulto ma anche nella popolazione pediatrica.

Di fronte ad un sempre maggior numero emergente di germi multiresistenti versus un trend in progressivo calo dei farmaci antibiotici efficaci a disposizione, è doveroso “saper scegliere” la giusta combinazione di trattamento antibiotico soprattutto in quei pazienti che non solo sono a rischio di infezione severa ma che di antibiotico dovranno farne a lungo…


A tal proposito, in questa sezione dedicata alla vancomicina, vi proponiamo la lettura di questo studio pubblicato su Journal of the Pediatric Infectious Diseases Society che seppur retrospettivo e monocentrico, ci fa riflettere su come non solo la scelta dell’avvio empirico di glicopeptide nella neutropenia febbrile è da considerarsi solo nei pazienti definiti “ad alto rischio”, ma anche che una de-escalation terapeutica precoce con sospensione della vancomicina di fronte a emocoltura a 48 ore negativa, riduce drasticamente lo sviluppo di infezioni e colonizzazioni dai temibili enterococchi resistenti alla vancomicina.

Karandikar MV, Milliren CE, Zaboulian R, Peiris P, Sharma T, Place AE, Sandora TJ. Limiting Vancomycin Exposure in Pediatric Oncology Patients With Febrile Neutropenia May Be Associated With Decreased Vancomycin-Resistant Enterococcus Incidence. J Pediatric Infect Dis Soc. 2020 Sep 17;9(4):428-436. doi: 10.1093/jpids/piz064. PMID: 31603472; PMCID: PMC7495906.