L'incidenza delle infezioni da micobatteri non tubercolari (NTM) sta aumentando in tutto il mondo, in particolare le linfadeniti da NTM e le infezioni cutanee.

Una recente revisione sistematica ha analizzato l'efficacia protettiva della vaccinazione con BCG nei confronti delle infezioni da NTM in soggetti immunocompetenti.
Dopo analisi della letteratura, sono stati inclusi 10 studi (circa 12 milioni di partecipanti).

Le vaccinazioni in gravidanza sono particolarmente importanti per la salute sia della madre che del bambino. I vaccini aumentano infatti la concentrazione anticorpale nel bambino alla nascita, fornendo un’importante protezione. Sono 3 i vaccini che hanno raccomandazioni specifiche per l’uso routinario in gravidana: influenza, pertosse e tetano.

All’interno del progetto ARPEC (Antimicrobial Resistance and Prescribing in European Children), sono stati analizzati i dati relativi alla prescrizione di antibiotici in profilassi nei pazienti pediatrici.

Un’indagine di prevalenza puntuale è stata condotta in 226 ospedali pediatrici in 41 diversi paesi tra il 1 Ottobre e il 30 Novembre 2012.

La leishmaniosi viscerale (VL) colpisce ogni anno circa 200-400.000 persone in tutto il mondo. Negli ultimi decenni, c'è stata una costante diminuzione della risposta ai composti dell'antimonio pentavalente, il farmaco usato per curare la leishminiosi viscerale per circa un secolo. La miltefosina orale e l'amfotericina B sono farmaci alternativi usati nel trattamento della leishmaniosi, soprattutto in età pediatrica.

Una recente Cochrane ha esaminato 26 studi che hanno coinvolto più di 73.000 ragazze e donne per valutare l’efficacia della vaccinazione anti-HPV sullo sviluppo del carcinoma delle cervice uterina o di lesioni precancerose.
Sono stati inclusi 26 studi che hanno coinvolto 73.428 adolescenti e donne. Tutti gli studi hanno valutato la sicurezza del vaccino per un periodo da 0,5 a 7 anni e dieci studi clinici, con follow-up da 3,5 a 8 anni, hanno riguardato la protezione contro il precancro. Gli esiti sul cancro cervicale non sono disponibili. La maggior parte dei partecipanti arruolati aveva meno di 26 anni. Gli studi hanno confrontato il vaccino HPV con un vaccino fittizio.

E’ stato effettuato uno studio retrospettivo in pazienti di età ≤ 21 anni con artrite mono-articolare dell'anca valutati nei pronto soccorsi di zone endemiche per malattia di Lyme. È stata confrontata la conta leucocitaria del liquido sinoviale nei pazienti con diagnosi finale di Lyme o di artrite settica o altra artrite.

L'otite media acuta non responsiva agli antibiotici (OMAr) di prima linea è più comunemente causata da Streptococcus pneumoniae e Haemophilus influenzae resistenti, e generalmente richiede terapie parenterali con farmaci di seconda scelta tra cui il ceftriaxone. In Islanda, il vaccino anti-pneumococcico 10-valente associato all’ H. influenzae proteina D è stato introdotto nel programma di vaccinazione nel 2011; un gruppo di studio islandese ha valutato l’incidenza di otite media acuta resistente alla terapia di primo livello in seguito all’introduzione di tale vaccinazione.

Ci sono pochi dati in letteratura riguardanti l'uso del QuantiFERON TB in pazienti pediatrici con infezione da HIV e Tubercolosi attiva. Il gruppo di Hormi et al (Francia), ha analizzato i risultati del QuantiFERON in 63 bambini con infezione da HIV (di cui 7 con tubercolosi attiva) confrontandoli con 17 bambini con Tubercolosi attiva ma HIV negativi.

L’osteomielite e l’artrite settica rappresentano una delle principali infezioni batteriche in età pediatrica, soprattutto al di sotto dei 5 anni di età. L’incidenza è maggiore nella popolazione pediatrica rispetto a quella adulta con un’incidenza di circa 2-13 casi/100.000 l’anno.
Ad eccezione dei casi diagnosticati tempestivamente e sottoposti a successivo rapido e adeguato trattamento, l’osteomielite può essere una malattia devastante associata ad un alto rischio di sequele. Possibili complicanze sono rappresentate da artrite settica, ascesso subperiostale, piosite, trombosi venosa profonda ma anche disabilità permanente, sepsi e morte.

I bambini di età inferiore ai 5 anni hanno un maggior rischio di progressione da infezione da tubercolosi latente (LTBI) a malattia attiva. Il regime terapeutico maggiormente utilizzato in età pediatrica consiste nella somministrazione giornaliera di isoniazide per 9 mesi (9H), protocollo che può creare problemi di compliance alla terapia nei bambini più piccoli o in famiglie che vivono in situazioni socio-ambientali sfavorevoli.

Una revisione sistematica e metanalisi pubblicata recentemente su Pediatrics (Hewitt IK et al. 2017) ha mostrato che non ci sono evidenze sull’utilizzo della profilassi antibiotica nel prevenire il danno renale dopo una prima o seconda infezione delle vie urinarie nei bambini con reflusso vescico-ureterale (RVU) e non.
Sono stati inclusi sette trial randomizzati controllati per un totale di 1427 bambini ed è stata condotta un’analisi a parte per un sottogruppo di pazienti con RVU (1004 bambini). Entrambe le metanalsi non hanno mostrato differenze significative nell’insorgenza di danno renale nei bambini che avevano effettuato la profillassi antibiotica rispetto a chi non l’aveva effettuata (pooled RR, 0.83; 95% CI, 0.55–1.26 [tutti i bambini]; RR, 0.82; 95% CI 0.51–1.31 [bambini con RVU].

La resistenza agli antibiotici è un problema crescente e preoccupante se viene stimato che possa causare - nel 2050 - 10 milioni di morti all’anno, più dei morti per cancro.
Una review su Nature medicine analizza le cause e i possibili rimedi: tra questi l’uso profilattico dei vaccini antibatterici che prevenendo le infezioni riducono la necessità di prescrizione antibiotica e ne riducono la pressione selettiva che sta alla base dell’antibiotico-resistenza
L’articolo analizza diversi vaccini riportando le dimostrazioni come la protezione immunitaria riduca le resistenze, come già dimostrato per l’Haemophylus influenzae e lo Strptococcus pneumoniae. Anche per i vaccini antivirali è dimostrato un effetto di prevenzione delle resistenze, per la netta riduzione dell infezioni batteriche, come nel caso dell’influenza.

Central nervous system toxicity is the second most common toxicity of fluoroquinolones* (gastrointestinal toxicity is most common) but the vast majority of reports are in adult patients (reflecting the typical usage of the drugs). Only two case reports of levofloxacin neurotoxicity in pediatric patients have been published. In the first case, a previously healthy 13-year-old girl was treated with oral levofloxacin for acute bronchitis and developed delirium two hours after her first dose. The drug was immediately discontinued and she recovered gradually over the next four days (Med J Armed Forces India 69:404, 2013). More recently, a 2-year-old girl with neuroblastoma was begun on levofloxacin prophylaxis prior to stem cell transplantation. Drug administration late in the evening was consistently associated with agitation, confusion, and hallucinations. Altering the time of administration to earlier in the evening resulted in disappearance of symptoms, while incidental rechallenge with a dose late in the evening led to symptom recurrence (J Clin Psychopharmacol 36:737, 2016).

Le società spagnole di malattie infettive pediatriche, di reumatologia pediatrica e di ortopedia pediatrica hanno condotto uno studio sull’epidemiologia e la gestione delle osteomieliti acute (OM) ed artriti settiche (SA) non complicate in bambini di età inferiore ai 14 anni. Sono stati raccolti retrospettivamente i dati di 641 bambini seguiti presso 25 ospedali dal 2008 al 2012. Le infezioni sono state considerate certe in presenza di un esame colturale positivo, altrimenti sono state definite probabili.